Alcuni anni fa, quando i momenti erano difficili per tutti, parlo del periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando tutto era da ricostruire, IL PANE era il primo alimento di tutti noi, se ne mangiava tanto e in tutti i modi, al mattino nel caffè-latte; a mezzogiorno non importava se c’era o non c’era il companatico, importante che ci fosse IL PANE; nel pomeriggio lo si dava ai bambini, con la marmellata, con una fetta di formaggio, con burro e zucchero e alla sera c’era la mitica zuppa di PANE. Tutto ciò, ci ha aiutati a crescere sani e forti. L’obesità non si sapeva nemmeno cosa fosse, visto e considerato che una famiglia composta da quattro persone riusciva a mangiare oltre un chilo di PANE.

IL PANE era importante, apprezzato, valorizzato, perché quello che si comperava, bisognava mangiarlo tutto, comunque se avanzava, le nostre nonne o mamme trovavano sempre il sistema per riutilizzarlo, facendo dolci o zuppe, e come tutte le cose importanti aveva un posto ben preciso in cucina, nella credenza, all’interno di un cestino di vimini o in una sporta di stoffa. 

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L’Italia cresce, i tempi diventano moderni, il mercato comincia a offrire prodotti alternativi al PANE, brioches di tutti i tipi, nutrienti, digeribili con “più latte meno cacao”, merendine di tutti i generi con le quali “mangi sano e vivi meglio”. Con tutto questo progresso, che ci fa dimenticare il PANE, abbiamo scoperto alcuni disturbi creati proprio da questa cosiddetta modernizzazione: obesità in primis e tante allergie…

 

Oggi, IL PANE, detto da illustri medici può essere più pericoloso di un pacchetto di sigarette, perché tanti disturbi sono proprio derivati dal PANE. Il glutine, il lievito, le ceneri, il malto, sono acerrimi nemici della salute dell’uomo. Quando si va da un dietologo, la prima soluzione per dimagrire è togliere il pane. Ma siamo sicuri che faccia così male questo PANE? O è questa società che cambia la tipologia dell’uomo?


Di questi tempi, IL PANE non ha più l’importanza di un tempo, se ne mangia poco a volte ci si dimentica anche di comperarlo, lo si porta in tavola solo per abbellirla, non si ha più cura di questo prodotto nobile e genuino, non gli si dà più un posto nelle nostre cucine, quando si fa la spesa si ha cura di mettere al suo posto la merce comperata, la pasta, i pelati nella dispensa, la carne, il formaggio, l’affettato nel frigorifero, il vino nella cantina. E IL PANE? IL PANE viene abbandonato sul tavolo, su una sedia, sul divano e a volte anche nel sacchetto per terra.

 

E pensare che per mangiare il pane buono anche la sua conservazione ha la sua importanza, se lo si vuole sempre friabile, basta tenerlo in una sporta di stoffa, se lo si vuole morbido, basta tenerlo in un sacchetto di plastica, sempre nel suo bel cesto in vimini che è meglio.

 

Aspetteremo quando IL PANE fatto da noi fornai non ci sarà più per capire quanto era buono; allora diremo la classica frase come era buono il pane del mio fornaio……….

IL PANE che ci ha aiutato a crescere e ci ha fatto tanto bene, oggi non ha più un posto, non ha più uno scettro, non ha più un trono, non ha più un regno nel nostro tempo, così detto moderno. Certo potete sempre farvelo in casa, buon per voi allora.

 

Ma dovreste sapere che l'alimentazione è fondamentale e andrebbe insegnata a scuola. Gli ingredienti usati saranno i più genuini e naturali disponibili? Io sono sempre attento a questo: un pensiero per il Pane: la maggior parte del pane e dei prodotti da forno industriali contengono grassi saturi, margarina, sale (tanto sodio), conservanti e tante diavolerie chimiche.

 

Lo sai che io cerco di fare il possibile per farlo genuino, con poco sale e ricco di fibre (difatti uso in larga parte farine poco raffinate anche se difficili da gestire, lunga lievitazione biologica, senza additivi e conservanti e con poco sale.... uso pure acqua purificata da impianto a osmosi inversa: tale processo rappresenta la più fine tecnica di filtrazione dell'acqua, in quanto non consiste semplicemente in un ostacolo fisico (determinato dalle dimensioni dei pori) al passaggio delle molecole, ma sfrutta la diversa affinità chimica delle specie con la membrana, permettendo infatti il passaggio delle molecole idrofile (o water-like), cioè chimicamente simili all'acqua (es. gli alcoli a catena corta). Dal punto di vista impiantistico il metodo sfrutta il principio della filtrazione tangenziale, come anche altre tecniche separative mediante membrane quali la microfiltrazione, l'ultrafiltrazione e la nanofiltrazione. L'osmosi inversa è utilizzata nel trattamento dell'acqua, sia per la desalinizzazione, sia per la rimozione di tracce di fosfati, calcio e metalli pesanti, nonché pesticidi, materiali radioattivi e di quasi tutte le molecole inquinanti.

 

E sappi che nel pane l’acqua è l’ingrediente principale assieme alla farina, quindi…..

 

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