Alcuni anni fa, quando i momenti erano difficili per tutti, parlo del periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando tutto era da ricostruire, IL PANE era il primo alimento di tutti noi, se ne mangiava tanto e in tutti i modi, al mattino nel caffè-latte; a mezzogiorno non importava se c’era o non c’era il companatico, importante che ci fosse IL PANE; nel pomeriggio lo si dava ai bambini, con la marmellata, con una fetta di formaggio, con burro e zucchero e alla sera c’era la mitica zuppa di PANE. Tutto ciò, ci ha aiutati a crescere sani e forti. L’obesità non si sapeva nemmeno cosa fosse, visto e considerato che una famiglia composta da quattro persone riusciva a mangiare oltre un chilo di PANE.

IL PANE era importante, apprezzato, valorizzato, perché quello che si comperava, bisognava mangiarlo tutto, comunque se avanzava, le nostre nonne o mamme trovavano sempre il sistema per riutilizzarlo, facendo dolci o zuppe, e come tutte le cose importanti aveva un posto ben preciso in cucina, nella credenza, all’interno di un cestino di vimini o in una sporta di stoffa.  

 

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